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09 novembre test match Italia-Australia!PADOVA - Dieci punti di scarto negli ultimi, sfortunati dieci minuti. Il tutto dopo una partita giocata alla pari. L'Italia deve chinare il capo davanti all'Australia, terza potenza mondiale, in un pomeriggio nel quale non ha dato realmente l'impressione di esserle inferiore. Per questo il 30-20 finale brucia: è la dodicesima sconfitta su 12 incontri con i "Wallabies", ma - come è successo in un altro paio di match tra le due formazioni - il risultato poteva anche essere di segno opposto. Gli azzurri ci hanno messo determinazione, capacità difensive, preparazione fisica, mostrando anche, in alcune circostanze, le fondamenta di un gioco più vario che in passato. Non si è trattato, va detto, di un match particolarmente spettacolare. A condizionarlo l'alto numero di errori commessi, con la squadra ospite costretta a sbagliare più del consueto anche a causa di una pressione niente male. Dopo un batti e ribatti al piede che portava subito il punteggio sul 3-3, l'Australia faceva il primo break grazie alla meta dell'ala Turner: azione veloce, al largo, con il forte contributo del centro Tahu, autore dell'ultimo passaggio. Ma le due squadre rimanevano a contatto e alla mezz'ora l'Italia (sorretta dai calci e da un drop di Marcato, convincente nel ruolo di apertura), era sotto di soli due punti. Poi, al 32', arrivava il momento magico, la meta da cartolina, quella che – contro le grandi – normalmente ci capita di subire e che invece stavolta abbiamo inflitto all'avversario. Mischia vinta e, in prima fase, palla al largo; Marcato serve Masi che si inserisce con un timing perfetto, avanza, accelera e serve Mirco Bergamasco: meta nei pressi della bandierina e gioia che arriva in cielo per la segnatura firmata da uno dei cinque padovani in campo. L'Australia pareggiava con un calcio di Giteau, subentrato a Barnes dopo un quarto d'ora, chiudendo il primo tempo sul 14 pari. La ripresa si apriva con la squadra in giallo apparentemente più attenta, capace di portarsi a più sei. Ma stavolta era Orquera (entrato al posto dell'infortunato Marcato) a rimettere la situazione in equilibrio perfetto. La mischia azzurra, a parte qualche difficoltà in rimessa laterale, si disimpegnava come suo solito, i trequarti placcavano e provavano a ripartire, suscitando imbarazzo tra gli avversari. Minuto 67: ecco il calcio del possibile sorpasso, affidato a Orquera e fallito di un soffio. L'impressione era quella di un grande exploit ancora alla portata di una squadra capace di assorbire le offensive e di ripartire, ma al 74' le speranze finivano. Tanto di cappello al talento del ventenne Quade Cooper, ai suoi angoli di corsa, al suo "assolo" fulminante, ma la meta della vittoria australiana è stata anche favorita da un blocco irregolare, tipo basket, di un capitano (Mortlock) sull'altro (Parisse). L'ultimo penalty di Giteau valeva solo per il tabellino, con il primo buio il rimpianto era già sceso sul campo e sugli spalti.
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